CHI SONO
Sono diventata mamma, e per un po’ mi sono persa.
Ho imparato a lasciar andare il controllo — e ho ritrovato me stessa. Non solo come mamma. Come donna.
Oggi accompagno altre mamme a fare lo stesso, partendo dal sonno dei loro bambini.

PRIMA DI TUTTO QUESTO
Prima che tutto questo avesse un nome
C’è stata una vita, prima del sonno. Una vita fatta di valigie sempre pronte — Danimarca, Spagna, Francia, Inghilterra — e di una certezza quasi presuntuosa: se mi impegno, nulla è impossibile. A Londra ho costruito una carriera da marketing manager. In ufficio mi chiamavano “quella che risolve tutto” — e mi piaceva, eccome se mi piaceva.
Poi è arrivato il Covid, un bivio, e una scelta che non avevo previsto: tornare in Italia, per amore.
IL PUNTO DI ROTTURA
Le notti che mi hanno fatto perdere il controllo
Nel 2021 è nata Matilde. E con lei, per la prima volta, ho sentito che per quanto mi impegnassi, i risultati non arrivavano.
Si vedeva lontano un miglio che non sapevo nemmeno come prendere in braccio un neonato, figuriamoci da dove iniziare.
L’allattamento è stato una montagna russa, difficilissimo. E quando finalmente l’avevamo sistemato, ha smesso di dormire. Una sfida dopo l’altra, tutte insieme, in faccia.
Dopo mesi senza dormire, io e mio marito abbiamo capito che dovevamo fare qualcosa: la privazione di sonno ci stava dilaniando.
Così abbiamo fatto quello che, all’epoca, sembrava l’unica strada possibile — anche perché le alternative, semplicemente, non si vedevano: uno sleep training rigido, applicato alla lettera, con la stessa disciplina con cui avrei affrontato qualunque obiettivo professionale.
E ha funzionato, nel senso più tecnico del termine: Matilde dormiva tutta la notte, io recuperavo il sonno.
Ma qualcosa non tornava. Non era una performance quella che cercavo. Era il tempo — e la relazione con lei — che sentivo di aver perso proprio mentre inseguivo quel risultato.
LA SVOLTA
Il giorno in cui ho capito cosa volevo fare della mia vita
Il dubbio non se n’è più andato: dormire di più non doveva per forza significare tradire quello che sentivamo giusto per noi, snaturare la relazione con lei.
Ho ripreso a studiare — stavolta non per ottenere più ore di sonno a ogni costo, ma per capire se esistesse un modo di arrivarci senza rinunciare a quello che per me contava altrettanto: la relazione con mia figlia.
Più leggevo, più capivo che il sonno non è un numero da ottimizzare — è un sistema che si può imparare a leggere, senza dover scegliere tra risultati e relazione.
È stato lì che si è acceso un pensiero che non se n’è più andato: voglio essere io, per altre mamme, quella persona che sa come tenere insieme le due cose.

OGGI
Quello che ho costruito da lì
Ho applicato a me stessa lo stesso rigore che avevo sempre usato nella mia carriera. Mi sono certificata negli Stati Uniti come consulente del sonno infantile — una delle scuole più rigorose, con un approccio scientifico e rispettoso, quando in Italia questa professione era ancora praticamente sconosciuta. Ho approfondito anche l’allattamento e il post-parto, formandomi come Mamma Peer.
Con la nascita della mia seconda figlia, nel 2023, ho aggiunto un altro tassello: mi sono formata anche in approcci più relazionali, perché ogni bambino ha un ritmo diverso — e la vera competenza sta nel saperli leggere tutti, non nell’applicare a chiunque la stessa formula.
Poco dopo è nato anche Nanna A Porter. Lo chiamo, scherzando solo a metà, il mio terzo figlio.
Oggi ho accompagnato più di 300 famiglie a ritrovare le notti. E ogni volta, il vero risultato non è mai solo che il bambino dorma. È che quella mamma torni a sentirsi di nuovo capace — esattamente come si sentiva prima, in ogni altro ambito della sua vita.
Perché quando torna il sonno, non torna solo il riposo. Torna la vita.
E FORSE SEI QUI PER LO STESSO MOTIVO
Perché le notti sono diventate lunghe
Perché ti senti stanca in un modo che nessuno vede. Perché hai già provato tutto quello che si può provare da Google, e non sai più cosa funziona davvero.
Se c’è una cosa che ho imparato — prima come mamma, poi accompagnando centinaia di famiglie — è che il sonno non si aggiusta con una formula. Si costruisce. Con la strategia giusta, il rispetto per il tuo bambino, e qualcuno accanto che ti aiuti a leggere quello che sta succedendo davvero.
È esattamente questo che faccio, ogni giorno.
Se senti che è il momento di smettere di andare a tentativi, possiamo iniziare da una chiacchierata.
• • • • •